Libreria Amore e Psiche

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Nome: Libreria Amore e Psiche Via S. Caterina da Siena, 61(piazza della Minerva, Pantheon) 00186 Roma tel. 06/6783908 fax 06/6791580
La libreria Amore e Psiche inaugurata il 12 Aprile 1992 in uno storico palazzo a pochi passi dal Pantheon, si deve all'iniziativa di un gruppo di intellettuali accomunati dall'esigenza di creare a Roma un punto di riferimento nuovo e originale in alternativa ai grandi supermercati del libro. La caratteristica prima della libreria è stata non a caso la scelta di un'immagine architettonica esclusiva dovuta all'ideazione progettuale di Massimo Fagioli psichiatra e artista.

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martedì, 28 marzo 2006

Venerdì 31 marzo alle ore h. 19,00

La Libreria Amore e Psiche incontra

 

Corrado Augias

 

Che ci parlerà del suo libro

 

‘I segreti di Roma.

Storie, luoghi e personaggi di una capitale’

 

(mondadori, 2005)

 

Dopo "I segreti di Parigi", "I segreti di New York" e "I segreti di Londra", Corrado Augias racconta il volto segreto della nostra capitale e le molte storie che hanno contribuito a renderla immortale. In quindici capitoli emerge il quadro complessivo di una città contraddittoria nella quale ogni sentimento umano ha trovano la scena per la sua rappresentazione. Dalla rozzezza dei suoi primi abitanti capitanati da Romolo alla gloria del Rinascimento, fino alle illusioni di Cinecittà, Augias tratteggia ritratti celebri, ricostruisce delitti famosi, narra retroscena in una cavalcata attraverso la storia della città eterna.

 

 

Questo libro racchiude una serie di ritratti di Roma per molti versi inediti o inaspettati e può essere letto come un vademecum per conoscere la città, come una delle molte guide che ne illustrano i tanti angoli suggestivi o straordinari. Tuttavia, il taglio che Corrado Augias dà alla narrazione lo rende diverso da una guida.
I segreti di Roma, infatti, non è tanto una rivisitazione di luoghi indimenticabili quanto un'insospettabile antologia di storie, una galleria di personaggi e di vicende. Anzi, si potrebbe dire che i luoghi e i monumenti passati in rassegna sono chiamati a evocare gli avvenimenti che li hanno resi celebri e i personaggi che li hanno animati.
È come se le pietre e gli oggetti stessi parlassero, in uno snodarsi ininterrotto ricordi: dal mito delle origini della città, che trasfigura le vicende di alcuni manigoldi insediati in un villaggio all'incrocio delle principali direttrici commerciali del tempo, alla gloria intrisa di sangue del Rinascimento; dalla spregiudicatezza di Cesare alla tenebrosa genialità di Caravaggio; dal fascino di Lucrezia Borgia, "la più bella dama di Roma", alla procace seduttività di Anna Fallarino, marchesa Casati Stampa di Soncino, che fu al centro di uno dei più scabrosi delitti del dopoguerra.

 

Vi aspettiamo


Postato da: amorepsiche a 28/03/2006 11:55 | link | commenti

sabato, 25 marzo 2006

l'articolo di Massimo Fagioli

 pubblicato su

Liberazione

domenica 26 marzo:

Quale ponte attraverso oggi?
di Massimo Fagioli

Tra sonno e veglia, nella norma, compaiono, nella mente, immagini che, talvolta, qualcuno ha difficoltà a distinguerle dal sogno della notte. Io, forse, non riesco mai a svegliarmi bene ed ottenere la mente lucida; mi restano nella mente immagini che, sono certo, è memoria cosciente di cose percepite e non inventate; ma poi il dubbio mi attanaglia la mente e penso che siano sogni.
E’ il quadro di Munch indicato con la parola L’urlo.
Lo chiamano anche Il Grido ma io evito di pensare al suono di questa parola perché mi evoca l’immagine di un vecchio film di Michelangelo Antonioni; perché Antonioni parla una lingua diversa da Munch, Antonioni pensa alla realtà mentale che chiamano esistenzialismo, alla indifferenza che Camus racconta con la scrittura. Poi, in Deserto rosso, ci dice della malattia mentale di donna.
E così, al mattino, le immagini si trasformano in parole dopo che le parole, nel sonno, si sono trasformate in immagini. Dal cumulo di giornali ammucchiati sul divano scivolano sul pavimento fogli che, tra sonno e veglia, vedo come foglietti gialli detti post-it. E sono frasi scritte che diventano ruscelli che scendono da un ghiacciaio che piano piano si scioglie.
“Libertà, uguaglianza, fraternità”; “Gli uomini uccidono le donne”; “Realtà umana, realtà umana, realtà umana”.
E’ bello se le parole non parlano di vita come fanno i cristiani, ma parlano di umano. Poi Angela Azzaro dice del convegno per “oltrepassare l’ideologia gay… per sostenere che l’omosessualità è una alterazione dell’identità sessuale”. Poi ancora “Liberazione”, Lidia Menapace con il titolo Sesso per piacere non per natura. Poi la tristezza; e la tristezza si accompagna al ricordo cosciente delle tre M del ’68. una di esse era morta prima di nascere in una palude di stupidità dalla frase “liberazione degli istinti”. La seconda era caduta da quando avevo scoperto la lettera di Marx al padre del 10 novembre 1837.
Poi ancora tristezza, quando non trovo più la terza M. E’ colpa di Fausto che, dalla Cina, dice: «Ma questo non è socialismo... Opacità sui diritti civili e umani». Ma poi il giallo dei post-it fece un rivolo di polvere d’oro in cui punti neri segnavano la parola non violenza; rivolta non violenta.
Ma poi un rivolo nero si spandeva sul pavimento e non riuscivo a vedere bene se era come l’acqua che in queste notti di pioggia era filtrata dalla mia veranda sconnessa oppure era come il sangue scuro di un ferito grave alla testa che lascia uscire lentamente sangue e frammenti di capelli; piccole linee nere che dicevano «… sull’idea punitiva che la Chiesa ha e diffonde, di tutta quella parte dell’umanità che non sia il maschio eterosessuale monogamico e rispettoso delle leggi morali cristiane».
Purtroppo ho pensato sempre di essere eterosessuale. Ora, temo, non è più tristezza: sospetto che sia depressione per un misto di rabbia e difetto di comprensione.
Possibile che la stessa mente che ha scoperto l’inganno e rivelato il razzismo del discorso del papa nell’editoriale di “Liberazione” del 6 dicembre, non veda e non capisca che l’identità di un marito che si accoppia con la moglie soltanto per fecondarla e farle fare figli non è un maschio eterosessuale, ma fa come gli animali che accoppiano soltanto per la procreazione? Come mai non riesce a fare lo stesso pensiero geniale che fece il 6 dicembre quando diceva che se la realtà umana è quella che si mette in rapporto con il Creatore, tutti coloro che non hanno rapporto con il Creatore non hanno natura umana e, per logica, non sono esseri umani?
Eterosessuale: la parola, che ancora non è idea, non si riferisce alla realtà biologica dell’atto fecondativo che è degli animali che non hanno, essi, nella loro identità, la parola sessualità. L’atto fecondativo è un meccanismo biologico che si può fare in laboratorio e non ha, quindi, in sé, il termine umano. Eterosessuale: etero è il contrario di omo. Tutti lo sanno ma tutti si riferiscono alla diversità dei genitali. La diversità dei genitali si ha anche negli animali e, quindi, non ha, in sé, il termine umano.
Si fa strada, dal mucchio di giornali, un rivolo di liquido chiaro ed io caccio dalla mente il pensiero che siano lacrime delle donne. Le vedo in mia nipote, piccola bambina, cui si riempiono gli occhi di lacrime quando non viene compresa perché la mamma non le dà il pezzo di pane per paura che si strozzi. Nel liquido chiaro non ci sono i punti neri che fanno le parole scritte.
Vado al mio lavoro; attraverso, per raggiungere piazza S. Cosimato, ponte Garibaldi; talora, quando sento l’esigenza di un po’ solitudine e anonimato, passo per ponte Sisto. Non ricordo, coscientemente, se e quante volte mi è venuta in mente la figura del quadro di Munch, una volta attraversato il ponte. Certamente o forse, nel sonno, ho creato l’immagine della bocca spalancata.
Non so, l’interpretazione non è compito del sognatore, se era un urlo di gioia o di dolore. Munch non lo sapeva, ma a fine secolo, certamente, disse del vagito del neonato umano che, poi, diventerà linguaggio articolato e scritto: la parola. Alla nascita non c’è la parola, ma c’è il pensiero. Il pensiero che ha soltanto il suono della voce umana.
Ho sbagliato di nuovo: forse l’urlo non è il mio, è delle cento e cento e cento persone sconosciute che vengono a chiedermi di trasformare le immagini in parole. Dove passo oggi? A ponte Garibaldi o a ponte Sisto?

 




Postato da: amorepsiche a 25/03/2006 14:32 | link | commenti (2)

venerdì, 03 marzo 2006

Vi segnaliamo il nuovo tavolo con i libri consigliati dai nostri esperti sul tema:

Gravidanza, nascita, vita biologica e realtà umana. Le riflessioni, le ricerche e i tormenti di artisti, scienziati e filosofi al centro di un dibattito che sancisce l’incompatibilità fra scienza e religione.

 

‘La paternità non è nello spermatozoo ma nell’identità che un uomo realizza con l’amore per un bambino nato da un corpo diverso dal proprio. Una realtà biologica certa che viene cancellata nel suo senso da una verità che scopre l’umano oltre il biologico.’

 Da ‘Libera ricerca, religione e politica’ di Massimo Fagioli

 

 

In Left avvenimenti settimanale dell’altritalia17/23 Febbraio 2006

 


Postato da: amorepsiche a 03/03/2006 19:28 | link | commenti

giovedì, 02 marzo 2006

 

Comunicato delle Nuove Edizioni Romane

 
Le Nuove Edizioni Romane
comunicano che domenica 5 marzo
esce il quinto libro di Massimo Fagioli

LEZIONI 2002

Nella giornata di domenica dalle ore 9.00 alle ore 21.00
la sede della Casa Editrice, in piazza Santa Cecilia 18, e la libreria Amore e Psiche
saranno ininterrottamente aperte per sottolineare l'evento

A partire da lunedì 6 il nuovo libro sarà presente nelle altre librerie abituali


Postato da: amorepsiche a 02/03/2006 11:39 | link | commenti

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